E’ stato arrestato, in esecuzione ad un’ordinanza di
applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di
Milano, un 34enne italiano, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di
morte come conseguenza di altro reato, spaccio di sostanze stupefacenti e
abbandono di persona. L’indagine è stata avviata, dalla Tenenza di Rozzano, nel
pomeriggio del 2 gennaio 2019 quando, nelle scale di un condominio di Rozzano,
veniva rinvenuto il corpo senza vita di una 43enne brasiliana; ilcorpo non presentava segni di violenza ma il
successivo esame autoptico consentiva di ricondurre il decesso ad un’overdose
per acuta intossicazione da cocaina.
Gli immediati accertamenti permettevano di appurare che la
donna aveva trascorso la nottata in un appartamento sito in quello stabile ed
occupato dall’arrestato, in quel periodo sottoposto agli arresti domiciliari e
con il quale intratteneva una relazione sentimentale; l’uomo, nel corso di un
festino, aveva ceduto alla donna una dose massiccia di cocaina che, una volta
assunta, le aveva provocato un malore. La donna veniva quindi abbandonata sulle
scale condominiali e nessuno dei presenti aveva attivato i soccorsi.
L’arrestato veniva anche poi arrestato in flagranza per
detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in quanto, a seguito di
perquisizione domiciliare d’iniziativa, veniva trovato in possesso di circa 75
gr. di cocaina.
Sembra di essere tornati all’epoca di Mani Pulite. Una
raffica di arresti riguardanti personaggi politici di spessore ha riguardato il
nostro territorio. Gli ultimi sono avvenuti questa mattina su disposizione
della procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio (Operazione
Piazza Pulita) e sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale
di Milano. Arrestato il sindaco della Lega Nord Gianbattista Fratus con le
ipotesi di accusa di turbata libertà degli incanti, turbata libertà nel
procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale. A Fratus sono
stati concessi gli arresti domiciliari. Così come ai domiciliari è finita la
neo assessore Chiara Lazzarini di Forza Italia. Il vice sindaco con delega al
Bilancio Maurizio Cozzi è finito in carcere. Le accuse di turbata libertà degli
incanti e corruzione elettorale, che hanno portato all’arresto del sindaco
leghista di Legnano e di due assessori, riguardano in particolare tre procedure
selettive.
Nel mirino degli inquirenti
ci sono le seguenti procedure: presso il Comune di Legnano per la selezione del
dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune; presso Amga Legnano per la
selezione del nuovo dirigente generale; presso la partecipata Euro.Pa Service
in ordine alla selezione per l’affidamento di un incarico professionale. E’
emerso come le citate procedure siano state turbate dai destinatari della
misura cautelare al fine di favorire soggetti a loro graditi. Il PM Nadia Calcaterra,
titolare dell’indagine, parla di “un diffuso senso di illegalità da parte degli
indagati, che non percepiscono la gravità delle loro azioni”. L’indagine,
durata circa un anno, si è svolta utilizzando intercettazioni telefoniche e
ambientali. “Bisogna pilotarla questa gara, deve essere una persona di vostra
fiducia”. Sono le parole del vicesindaco di Legnano Maurizio Cozzi e
dell`assessore Chiara Lazzarini (al momento dei fatti presidente Amga spa)
intercettate dalle Fiamme gialle mentre parlano con il sindaco Giambattista
Fratus, a proposito dei concorsi di selezione per tre posizioni dirigenziali in
municipalizzate e in Comune. Nell`inchiesta della procura di Busto Arsizio per
tangenti e turbativa d`asta, il sindaco Fratus è indagato (accusa per cui non è
scattata un`ordinanza di custodia cautelare) anche per corruzione elettorale
per aver fatto dimettere una consigliera della municipalizzata Aemme srl, in
modo che il suo post fosse assegnato alla figlia del suo avversario sconfitto
al primo turno delle passate comunali, in cambio del suo appoggio al
ballottaggio.
L’inchiesta che ha portato all’arresto di 43 persone
conferma, ancor auna volta, come la mentalità mafiosa sia ben radicata nel nord
Italia. Una mentalità che ha raggiunto imprenditori, esponenti politici e
amministratori pubblici. Provvedimenti cautelari sono stati spiccati anche nei
confronti del consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella e del sottosegretario
della Regione Lombardia Fabio Altitonante. Pubblichiamo il comunicato integrale
della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Milano DDA:
Nella mattinata odierna, nelle province di Milano, Varese,
Monza e della Brianza, Pavia, Novara, Alessandria, Torino e Asti, 250 militari
dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Varese e dei Carabinieri di
Monza Brianza, con il supporto dei reparti territorialmente competenti, hanno
dato esecuzione a un provvedimento cautelare personale nei confronti di 43
persone (12 in carcere, 16 agli arresti domiciliari, 3 all’obbligo di dimora e
12 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria), ritenute a vario
titolo responsabili di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito
un’associazione di tipo mafioso, e finalizzata al compimento di plurimi delitti
di corruzione, finanziamento illecito ai partiti politici, turbata libertà del
procedimento di scelta del contraente, false fatturazione per operazioni
inesistenti, auto riciclaggio e abusi d’ufficio.
I provvedimenti, emessi dal G.I.P. del Tribunale di Milano
(D.ssa Raffaella Mascarino), su richiesta della Procura della Repubblica di Milano
- Direzione Distrettuale Antimafia (Procuratore Aggiunto D.ssa Alessandra Dolci
e i Sostituti Procuratori D.ssa Silvia Bonardi, Dott. Adriano Scudieri e Dott.
Luigi Furno), all’esito di attività investigativa sviluppata dalla Compagnia
della Guardia di Finanza di Busto Arsizio (VA) e dal Nucleo Investigativo dei
Carabinieri di Monza, hanno fatto emergere l’esistenza di due sodalizi
criminali, attivi nelle province di Milano e Varese, costituiti da esponenti
politici, amministratori pubblici e imprenditori, dediti alla commissione di
più delitti di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata
libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di
appalti pubblici. Il reato associativo di cui all’art. 416 c.p. è stato contestato
a 9 delle 95 persone complessivamente indagate.
Strumentali al raggiungimento di detti scopi illeciti si
sono rivelati il ricorso a false fatturazioni tra imprese, l’attribuzione - da
parte di società pubbliche - di incarichi di consulenza fittizi o inutili o
solo formali, a fattor comune utilizzati per occultare il pagamento del prezzo
della corruzione, ma anche il finanziamento illecito a partiti politici, per
ottenerne il favore nelle procedure di gara.
La parte varesina dell’indagine, seguita dalle Fiamme Gialle
di Busto Arsizio, ha riguardato fatti corruttivi tesi a:
- far ottenere a un imprenditore il cambio di destinazione
urbanistica di un’importante area del Comune di Gallarate, da industriale a
commerciale, nell’ambito della variante generale al Piano di Governo del
Territorio comunale in fase di approntamento;
- far ottenere ad altro imprenditore, sempre nell’ambito
della stessa variante al P.G.T., l’accoglimento del contributo partecipativo
relativo a un complesso immobiliare soggetto a vincoli
paesaggistico-ambientali;
- far ottenere a professionisti e imprese compiacenti
fittizi incarichi di consulenza, conferiti da società a partecipazione pubblica
varesine, in cambio della successiva retrocessione agli associati di parte del
corrispettivo incassato a fronte dell’incarico stesso;
- turbare bandi per l’assunzione di personale direttivo e
dirigente presso società a partecipazione pubblica;
- promettere l’affidamento a predeterminate imprese di
appalti per l’esecuzione di opere commissionate dalle suddette società
pubbliche;
- istigare alla corruzione amministratori pubblici.
La parte milanese dell’indagine, seguita dal Nucleo
Investigativo Carabinieri di Monza, ha documentato:
- l’esistenza di un’associazione per delinquere costituita
da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, per uno dei
quali con l’aggravante di aver agevolato, mediante assunzione di operai nella
propria azienda, ovvero attraverso contributi e aiuti economici, anche
reperendo commesse lavorative in violazione della normativa antimafia,
esponenti della ‘ndrangheta presenti nel territorio di Corsico e Buccinasco;
- la turbativa di gare bandite da società multi-utility
facenti parte di un noto gruppo societario del settore energia e ambiente
lombardo, attraverso la realizzazione di un cartello di imprese in accordo tra
loro al fine di spartirsi l’aggiudicazione di singoli lotti;
- illeciti finanziamenti erogati da imprenditori a partiti
politici e a candidati alle ultime elezioni regionali e politiche (tra questi
figura un Deputato della Repubblica, destinatario della misura degli arresti
domiciliari in atto sospesa in attesa del rilascio dell’autorizzazione a
procedere da parte della Camera dei Deputati), allo scopo di essere favoriti
nell’assegnazione degli appalti da parte di società di servizi pubblici;
- fatti corruttivi relativi al rilascio di autorizzazioni
amministrative relativamente a immobili sottoposti a vincoli paesaggistici;
- fatti corruttivi posti in essere da un imprenditore per
ottenere, prima della pubblicazione dei bandi di gara, informazioni
privilegiate e riservate sulle procedure, ovvero per alterare gli affidamenti
di appalti cd. “sottosoglia”, mediante l’utilizzo di imprese di comodo cui far
destinare fittizie lettere di invito ad offrire.
Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari
personali, gli operanti hanno dato esecuzione a vari decreti di perquisizione,
anche presso le sedi di enti pubblici, tra i quali il Comune di Milano, e
società di servizi di Milano, Varese e Novara, nonché al sequestro preventivo
delle disponibilità finanziarie degli indagati fino a concorrenza di circa
130.000 euro, equivalenti al profitto dei reati di corruzione accertati.
MAGENTA/ALBAIRATE Dai piccoli consumatori sono riusciti a risalire ad uno
spacciatore. E’ una brillante operazione quella, parzialmente conclusa dalla
Polizia Stradale di Magenta che ha portato all’arresto di un giovane di
Albairate che nascondeva un considerevole quantitativo di cocaina in casa.
Tutto è partito da Magenta quando, nei pressi del ‘Sert’, gli agenti della
Polizia Stradale intercettano un ragazzo in motorino che, alla vista della
pattuglia, tenta di dileguarsi. I poliziotti lo perquisiscono e gli trovano 13
grammi di hashish e 3,5 grammi di marijuana. Il giovane, D.M., classe 1976,
residente ad Albairate, viene semplicemente denunciato a piede libero. La
perquisizione eseguita nella sua abitazione ha dato esito negativo, ma le
indagini della Stradale continuano. I controlli cadono successivamente su un
altro giovane di Albairate, C.M., classe 1975 trovato con due bustine di
cocaina da un grammo e mezzo l’una. Il giovane viene sanzionato.
LEGNANO Quattro volantini siglati Br e con la stella a cinque punte
sono stati affissi oggi in tre luoghi diversi a Legnano. Non conterrebbero
rivendicazioni legate ai recenti fatti avvenuti a Genova ma solo dichiarazioni
politiche.
Uno era appeso alla targa esterna dell'Agenzia delle Entrate, uno
all'Inps, e due alla pareti esterne di una azienda, la Franco Tosi. Della
vicenda si stanno occupando la Digos di Milano e il nucleo informativo dei
Carabinieri.
BUSTO GAROLFO Tragedia verso le 4 del mattino a Busto Garolfo. Un ragazzo di 24 anni di Arconate stava percorrendo in auto via Tagliamento quando ha perso il controllo del veicolo e si è schiantato contro una cabina dell'Enel.
Sono giunti sul posto i vigili del fuoco volontari di Inveruno con autopompa e mezzo polisoccorso, un'ambulanza, l'automedica e i carabinieri. Per il giovane non c'era più niente da fare.
“E’ stato uno scontro annunciato, ed è già tanto che non ci
sia scappato il morto. Questa strada è pericolosa”. Si lamentano i residenti
della zona diCascina Barera a Santo Stefano
Ticino. L’incidente avvenuto mercoledì mattina ha coinvolto sei persone e il bilancio
poteva essere ancor più grave. Non erano ancora le 8.30 quando una Opel Astra
arrivava da Magenta e percorreva la strada provinciale 128 verso nord. Giunta
all’intersezione con Cascina Barera è avvenuto lo scontro violentissimo con una
Fiat Punto. Gli occupanti di quest’ultima auto, D.C. di 35 anni residente a
Magenta e G.C., 44enne che vive nella stessa Cascina Barera, hanno riportato
ferite serie. Anche gli occupanti dell’altro veicolo sono rimasti feriti. Erano
quattro persone, due di nazionalità egiziana, un etiope e un italiano. I
soccorsi sono scattati immediatamente e, visto l’elevato numerodi persone coinvolte, la centrale operativa
del 118 ha inviato a Santo Stefano tre ambulanze, la Inter Sos di Marcallo con
Casone, la Croce Bianca di Magenta e il Cvps di Arluno, oltre all’elisoccorso e
ai vigili del fuoco volontari di Magenta.
I feriti, dopo essere stati stabilizzati
sul posto, sono stati distribuiti in codice giallo negli ospedali di Legnano,
Magenta e Rho. Inevitabili le polemiche dei residenti. La Sp 128 è della
Provincia, ma a chi la percorre tutti i giorni poco importa chi sia tenuto ad
intervenire per metterla in sicurezza. L’importante è che si faccia qualcosa e
al più presto. “La provinciale 128 è percorsa da auto e motociclisti a velocità
folli – denuncia una donna – anche 150, 160 chilometri l’ora se non di più. Noi
che usciamo da Cascina Barera non riusciamo a vedere chi arriva”. Ad ostruire
la visuale c’è anche l’erba alta a bordo strada. “Un tratto è stato sistemato
da un residente che ha provveduto a tagliare l’erba – continua la donna –
l’altro tratto lo avrebbero tagliato, sempre i residenti, oggi. Purtroppo è
accaduto l’incidente. Attendiamo che qualcuno di dovere intervenga”.
La
dinamica del sinistro è al vaglio della Polizia locale di Santo Stefano Ticino.
Sul posto è giunta anche la Polizia locale di Magenta che ha regolato il
traffico per tutta la durata delle operazioni di soccorso. L’elisoccorso è
intervenuto ad Ossona anche nel pomeriggio di ieri. Lungo la pista ciclopedonale
che affianca la Tav un ciclista di 38 anni ha accusato un malore.
E’
rimasta bloccata per tutto il giorno la strada statale 526 ieri tra
Robecco sul Naviglio e Abbiategrasso a causa di un camion ribaltato
nel campo che costeggia la carreggiata. Per riportarlo sulla strada è
dovuto intervenire un mezzo apposito, tanto da rendere indispensabile
la chiusura dell’arteria dalle 10.30 di ieri mattina fino alle
16.00. Fortunatamente non si sono registrati feriti, anche se il
conducente ha rischiato grosso. E le polemiche sulla sicurezza della
statale dell’est Ticino si fanno sempre più pressanti.
Il tir,
condotto da un giovane di nazionalità bosniaca, stava percorrendo la
statale da Abbiategrasso verso Robecco, quando giunto all’altezza
di Cassinetta di Lugagnano, avrebbe incrociato un altro mezzo pesante
che arrivava dalla parte opposta. “A quel punto ho perso il
controllo e il mio camion si è ribaltato nel campo”, ha detto
l’autista miracolosamente illeso e visibilmente spaventato, che si
stava dirigendo a Corbetta con il suo carico di motori che doveva
consegnare. Era la prima volta in vita sua che passava dalla SS526 e
non ne conosceva le numerose insidie. A quel punto è ripartito
l’ennesimo carico di polemiche su una strada che non è più in
grado di reggere l’enorme traffico di oggi. “Se non si vuole fare
una strada alternativa, almeno che si metta in sicurezza questa –
ha commentato Valter Perilli della Polizia locale di Cassinetta di
Lugagnano – bisogna trovare una soluzione per renderla praticabile.
In passato i sindaci dei tre comuni limitrofi si erano attivati per
chiedere all’Anas un intervento in questo senso. Ad oggi però la
situazione è sempre la stessa”.
La stessa Polizia locale di
Robecco sul Naviglio spiega che, durante i controlli dei mezzi
pesanti, gli agenti invitano gli autisti a rallentare quando
incrociano un altro tir, e addirittura a fermarsi. Perché due tir da
quella strada difficilmente riescono a passare. Gli incidenti, spesso
gravi, non si contano. Negli ultimi anni si sono registrati due
sinistri mortali e diversi scontri con i coinvolti ricoverati in
prognosi riservata. “Più volte sono stati sollecitati interventi –
ha detto un residente – che venissero sistemati almeno dei paletti
a protezione. Se qualcuno stava lavorando nell’orto quando si è
ribaltato il camion sarebbe sicuramente stato schiacciato. Poco tempo
fa un automobilista peruviano ha avuto un colpo di sonno e mi ha
distrutto la rete”. La strada è stata bloccata, con deviazione a
Cassinetta di Lugagnano, poiché per rimuovere il tir era necessario
prima scaricarlo del suo carico di motori e quindi far intervenire un
mezzo adatto per tale lavoro. Solo verso le 16 la Polizia locale di
Cassinetta di Lugagnano ha riaperto la strada al traffico.
MAGENTA Maneggiavano
soldi per cifre enormi. Lavoravano come un’organizzazione criminale dedita allo
spaccio di stupefacenti più che come imprenditori. Anzi, secondo le parole del
colonnello Domenico Morabito, comandante del gruppo della Guardia di Fiananza
di Legnano si trattava di veri e propri criminali che nulla avevano a che fare
con gli onesti imprenditori che lavorano duramente. L’operazione ‘Metal Connection
2’ si è conclusa e ha visto l’esecuzione di sequestri preventivi che hanno
riguardato, in particolare, una Ferrari 360 cabrio, un casale con piscina e
terreni a Casale Monferrato e altre unità immobiliari nel milanese. L’operazione,
portata a conclusione dalla Guardia di Finanza di Magenta guidata dal capitano
Francesco Randon era partita lo scorso anno (sempre con i finanzieri magentini
coordinati dall’allora maggiore Luca Brioschi) con l’arresto di 19 persone e la
denuncia a piede libero verso altri 26. Avviata grazie alla scoperta a Castano
Primo di una società che, a fronte di un volume d’affari elevato, presentava al
lato pratico una operatività praticamente inesistente. Sono partite così e
indagini, con tanto di intercettazioni telefoniche, verso individui che
conducevano un tenore di cita elevato. Avevano case e auto lussuose.
BAREGGIO Una lunga colonna di fumo che usciva dal camino. Era lo spettacolo che si presentava domenica sera in via Monte Santo a Bareggio. Dove danni ben peggiori sono stati scongiurati grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Prima a raggiungere l’obiettivo è stata l'autopompa dal distaccamento volontario Corbetta. I volontari corbettesi hanno immediatamente circoscritto l’area di intervento. Probabilmente il problema partiva, come spesso accade, dal camino. Il fumo è poi salito lungo la canna fumaria per raggiungere il tetto.
A Bareggio sono arrivati anche i pompieri di Rho con l’autopompa e l'autoscala dal distaccamento 'Sardegna' di Milano. Dal camino della villetta a due piani continuava ad uscire il fumo. I pompieri sono saliti sul tetto riuscendo a tamponare l'avanzare dell'incendio che non ha causato danni alle tegole. Sul posto è giunta anche un'ambulanza del Cvps di Arluno per prevenzione. Nessuno ha riportato ferite. Soltanto dopo le 22, dopo tutte le verifiche del caso, i vigili del fuoco corbettesi hanno lasciato Bareggio.
LEGNANO Tragedia questa mattina poco prima delle 8 a Legnano. Una moto e un'auto si sono scontrate in via 20 settembre. Il motociclista, un ragazzo di 17 anni, é deceduto.
La donna in auto é stata trasferita, in codice verde, all'ospedale di Legnano per controlli.
Sul posto sono giunti Croce Bianca di Legnano e automedica, oltre a carabinieri e Polizia locale per i rilievi. La vittima è Giacomo Fanfani, 17 anni che, questa mattina come ogni giorno, si stava recando a scuola.
Brutta avventura per una parrucchiera di Bareggio che, nei giorni scorsi, si trovava a Milano. T. P, 35 anni, è stata seguita e molestata da un uomo di circa 50 anni, italiano, nei parcheggi di un supermercato del capoluogo. La donna, alta e avvenente, si era recata a Milano in un ospedale a ritirare gli esami di un familiare e dopo aver svolto la commissione si era fermata in un supermercato poco distante. Quando è tornata a prendere la sua auto, una Smart, non si è accorta che un uomo l'aveva seguita e aveva cominciato a importunarla prima con complimenti e poi con insulti, passando da "Sei bellissima" a "Non so cosa ti farei, stai attenta" per continuare con frasi oscene. Lei gli ha risposto a tono e ha accelerato il passo dicendogli di andarsene altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri, ma lui l'ha afferrata e ha cercato di baciarla e di metterle le mani addosso. Lei si è messa urlare, si è divincolata e l'uomo temendo di essere scoperto è fuggito. La donna ha segnalato l'accaduto al servizio di sicurezza del supermercato.
BOFFALORA SOPRA TICINO Una donna di 69 anni ha perso la vita ieri, vigilia di Pasqua, nel Ticino. Annegata in mezzo metro d’acqua in località ‘Gambarina’ poco prima di arrivare ai ristoranti ‘Bel Sit’ e ‘Al Piave’. A Notarla è stato un giovane in mountain bike che passava da quelle parti. Quando i soccorsi sono arrivati sul posto con un’ambulanza della Azzurra Soccorso di Cuggiono, l’elisoccorso, i vigili del fuoco di Magenta e i sommozzatori, per la donna non c’era niente da fare. E’ stata ritrovata prona e vestita, in una zona dove non c’è corrente e l’acqua è molto bassa. I carabinieri di Magenta, coadiuvati dal comando di Abbiategrasso e insieme alla Polizia locale di Boffalora hanno avviato le indagini per risalire alle cause della tragedia.
Dal primo esame esterno sul cadavere la donna non presentava segni di traumi. Saranno solo le indagini medico legali a chiarire le cause del decesso. E’ probabile che la donna sia scivolata nel fiume senza più riuscire a risalire. Quanto alle sue generalità nella serata di ieri si è risaliti alla sua identificazione. Vicino al ‘Piave’ è stata ritrovata l’auto che risultava essere intestata ad una donna di Arluno. Proprio la signora che ieri, verso le 13.30, si era allontanata da casa senza documenti. La salma si trova ora presso l’obitorio di Magenta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
CUGGIONO Due annegati nel giro di poche ore nel fiume Ticino la vigilia di Pasqua. Dopo la donna morta a Boffalora, nel tardo pomeriggio è deceduto un giovane che, nonostante il freddo, stava nuotando nelle acque del fiume a Cuggiono in zona via Molinetto.
Ad avvistarlo è stato un canoista che ha allertato i soccorsi giunti sul posto con un'ambulanza della Azzurra Soccorso di Cuggiono, i vigili del fuoco volontari di Inveruno, i sommozzatori e i carabinieri. Per il giovane, neanche trent'anni forse di origini pakistane, ritrovato a quattro metri di profondità, non c'era nulla da fare.
A causarne il decesso forse un malore improvviso. A riva sono stati ritrovati i suoi vestiti.
ROBECCO SUL NAVIGLIO Pochi minuti di terrore a causa di due balordi questa mattina mattina a Robecco sul Naviglio. Hanno tentato il colpo alla filiale del Monte dei Paschi di Siena di piazza XXI Luglio, ma sono scappati praticamente senza soldi. I due uomini sono arrivati in paese poco prima delle 11 con uno scooter. Uno è rimasto fuori dalla banca, mentre l’altro è entrato brandendo un taglierino. Entrambi si sono resi irriconoscibili indossando un casco da motociclista. Era un momento in cui la piazza del paese era piena di gente. All’oratorio tanti ragazzi che si preparavano per i riti della Pasqua, nei bar altra gente. In pochi si sono accorti di qualcosa.
L’uomo che è entrato si è probabilmente spaventato o ha capito che non sarebbe riuscito a portare via tanti soldi, allora è scappato ferendo una donna presente nell’istituto di credito. Una signora di 46 anni, impiegata in banca in altra filiale, è stata soccorsa da un equipaggio della Croce Bianca di Magenta e accompagnata, in codice verde, all’ospedale Fornaroli. “Non ho notato nulla – ha detto una signora che lavora in un negozio vicino alla banca – a Robecco ci sono stati parecchi furti nelle case, ma di rapine è un po’ che non ne tentavano”. Il malvivente, accortosi che il colpo non sarebbe andato a buon fine, è uscito di corsa dalla banca ed è salito sullo scooter guidato dal complice per la fuga. In piazza XXI Luglio sono arrivate due pattuglie di carabinieri per le indagini, mentre la Polizia locale di Robecco ha visionato i filmati degli impianti di videosorveglianza.
OSSONA La crisi non lascia scampo nemmeno ai ladri, che ormai si accontentano di tutto. Anche di merce di scarsissimo valore. Ad Ossona si sono ridotti a trafugare dieci tombini in ghisa lungo la pista ciclabile dietro il cimitero del paese. La mattina seguente la Polizia locale, avvisata del fatto, è dovuta intervenire per mettere in sicurezza la zona, delimitando l’area con un nastro in modo da evitare che qualcuno si faccia del male. Spetterà poi ad Amiacque risistemare i pozzetti divelti. Quanto vale la ghisa sul mercato? Dai dieci tombini i ladri potrebbero ricavarci una trentina di euro. I responsabili di tali furti sono probabilmente nomadi abituati a trafugare rottami dalle discariche che poi rivendono per pochi euro. L’altra notte i malviventi hanno colpito anche in una ditta di Bareggio. Hanno forzato il cancello carrabile della ‘Ifco’ di via Montenero e hanno trafugato tubi e raccordi in acciaio per un calore complessivo di circa tremila euro. Sono quindi scappati facendo perdere le tracce. Sul posto è giunta la Polizia locale di Bareggio per i rilievi di rito.
SEDRIANO Una banda dedita al furto di mezzi pesanti potrebbe aggirarsi nella zona di Sedriano. E’ il sospetto della Polizia Stradale di Magenta che domenica scorsa, proprio a Sedriano, ha ritrovatoun camion usato per il soccorsostradale con attrezzatura e kit montacarichi e 90 pneumatici nuovi di zecca. La scoperta è avvenuta domenica scorsa, in mattinata, da parte della pattuglia di servizio che ha notato il mezzo parcheggiato in via Meda. Gli agenti hanno controllato la targa, ma ancora non risultava nessuna denuncia per furto. La presenza di tanti pneumatici nuovi ha però insospettito gli agenti che hanno approfondito i controlli. In effetti il mezzo era stato rubato la notte stessa in quel di Tortona ad un gommista che non aveva ancora presentato denuncia ai carabinieri. Nella zona di Sedriano tempo fa erano stati ritrovati altri camion provento di furto, tanto da far pensare che vi sia organizzazione specializzata in furti di camion fuori zona che poi vengono rivenduti. E il luogo fissato per lo scambio potrebbe essere proprio Sedriano. Malviventi che curano ogni dettaglio del furto, compreso quello di commetterlo il sabato notte obbligando così il derubato a presentare denuncia solo il lunedì successivo. I 90 pneumatici nuovi ritrovati dalla Stradale avevano un valore di circa diecimila euro, ai quali si aggiungono 20mila euro circa di attrezzatura, oltre al costo del furgone.
BOFFALORA SOPRA TICINO Quando lo hanno fermato mercoledì pomeriggio sulla ex SS11 all’altezza di Boffalora Ticino non aveva patente e nessun documento. Era a bordo di un bilico e, agli agenti della Polizia Stradale di Magenta, ha detto di chiamarsi Leonardo de Luigi, ma era un nome falso.
Dai controlli effettuati con il fotosegnalamento è emerso che si trattava di D.D., 55enne italiano residente in Brianza. Su di lui pendevano due condanne dai tribunali di Monza e Vigevano a 2 anni e 3 mesi e 5 mersi di reclusione per il reato di ricettazione. Gli agenti lo hanno arrestato e trasferito nel carcere di San Vittore.
BUSTO ARSIZIO L'incendio di un'auto è stato segnalato oggi pomeriggio lungo l'autostrada A 8( tra Castellanza e Busto Arsizio. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco di Legnano, insieme ad un'ambulanza della croce Rossa. fortunatamente si trattava solo di un guasto meccanico, tanto che il tutto si è risolto in pochi minuti senza feriti.
CASTANO PRIMO Misterioso incendio nella notte tra mercoledì e giovedì a Castano Primo. Una famiglia di cingalesi residenti in via Magenta hanno notato del fumo uscire dal piano di sotto. Immediato l'intervento dei vigili del fuoco volontari di Inveruno giunti sul posto con autopompa e carro soccorso.
A bruciare erano dei panni su una stufa, insieme ad un vicino armadietto. Mistero, perchè nell'abitazione non c'era nessuno in quel momento. In via Magenta sono arrivati anche i carabinieri di Castano Primo per le indagini.